In amicizia
Anna Maria Carpi e un vincolo assurdo
Sull’amicizia sono state dette queste cinque frasi da cinque pensatrici e pensatori diversi:
Credere che l’amicizia esista è come credere che i mobili abbiano un’anima.
Di tutte le codardie che rendono possibili i rapporti tra gli esseri umani, la più delicata resta comunque l’amicizia. La sincerità totale è compatibile solo con il monastero o l’assassinio.
Il vincolo più sacro della società è l’amicizia.
L’amicizia è prima di tutto certezza, ed è questo che la differenzia dall’amore. È anche rispetto, e accettazione totale di un altro essere.
Mai parlare male di voi stessi. Penseranno i vostri amici ad affrontare a sufficienza l’argomento.
Sono Charlotte Bronte, Marcel Proust, Marguerite Yourcenar, il principe Talleyrand e Emil Cioran, non in quest’ordine.
Questo a dimostrazione che, sull’amicizia, nessuno ci ha capito niente.
Aprire una pagina di citazioni sull’amicizia è come guardare dentro un caleidoscopio, non c’è un solo punto che coincide con quello prima.
Alcuni la derubricano a versione discount dell’amore, altri a versione migliorata dell’amore, altri a un baratto di traumi, altri ancora a un semplice rapporto di interesse.
Niente da rimproverare, ovviamente, ripensare alle proprie amicizie fa lo stesso effetto di camminare dentro un museo di arte contemporanea: Burri, Accardi, Niki De Saint-Phalle, Louise Bourgeouis, Manzoni e Boccioni.
Certo, sono opere d’arte, nessun dubbio, ma cercare di trovare un punto di contatto, una DEFINIZIONE è impossibile.
Per dire, è più facile definire l’amore che l’amicizia. E stiamo parlando dello scoglio su cui qualsiasi poeta va a schiantarsi, figuriamoci l’amicizia. L’amicizia manco è sulle mappe.
Perché? Perché questa reticenza?
Dopo tutto, se parliamo di quantità, gli amici battono gli amanti, ma pure se parliamo di fedeltà sul lungo periodo.
Analisi forse troppo fredda e economizzante, troppo AMERICANA.
“Mmm, sì, l’amicizia conviene perché il fondo di venture capital DESTROYTHEPLANET questo mese investirà nelle social relationships quindi…”
Rimane il perché di tutto questo mistero.
Ma semplice: perché nessuno vuole dire che l’amicizia può fare davvero cagare. L’amore è già passato da questa dialettica, ormai è una sua caratteristica decantata.
In un’intervista di quest’anno, il batterista di una delle mie (ex) band preferite, i Black Country, New Road, ha detto questo a proposito di un loro singolo, che si chiama Besties, proprio sull’amicizia:
CC: With Live at Bush Hall, there’s lots of songs that reference friendship, and that was obviously followed by Besties. Does friendship remain a muse?
CW: It definitely is, to some extent. It’s definitely there in ‘Bush Hall’ more than it is on this album. Obviously the first single is called “Besties,” but it’s not a celebration of friendship. If anything, it’s about how crap friendships can be, and how disappointing and unfulfilling they can be.
Mi ha particolarmente colpito perché i BCNR sono il gruppo che più associo all’amicizia, in particolare con quattro malati di Torino.
Mi ha fatto pensare e ho rintracciato con grande facilità, nella mia memoria, quanto le amicizie, sia mie e non, siano un vincolo a tratti merdoso, sporco, ingiusto, infido, laido, senza compasso morale, con un’estrema moralità, con una stretta gerarchia, senza ordine, confuse, senza sesso, con sesso, traditrici, fedeli fino al vomito, dittatoriali, anarchiche, da BR o NAR, violente, troppo coccolose, gelose o lassive.
Un casino.
Non elencherò, perché sono già troppi in questo numero, i crimini commessi dall’umanità per amicizia, perché ci siamo dentro.
La poesia di oggi, della gigantesca Anna Maria Carpi, parla proprio di questo:
LI HO TANTO ODIATI,
tanto voluti morti
gli amici,
di cirrosi,
di tubercolosi,
di tutte malattie che finivano in osi.
Non so perché. Sono i giorni, i mesi spesi
ad andare a trovarli.
Guanti e polsini
come Mackie Messer,
libertini variabili, niente hanno mai promesso,
hanno il sacro diritto di cambiare.
Io preferisco Jack lo Squartatore,
il gioco con l’eterno,
preferisco l’amore.
La bravura di Anna Maria Carpi a esprimere i più reconditi e luridi desideri umani è eccezionale, non si vergogna per niente di aver odiato i suoi amici, e, mimando il meccanismo della psiche, mette sulla scena due figure incredibili, Mackie e Jack, uno rappresenta gli amici, l’altro gli amanti.
E qui il gioco di Carpi diventa sottile: Mackie Messer è il protagonista di una canzone scritta nel 1928 da Bertolt Brecht e Kurt Weill, che lei da fine germanista avrà sicuramente studiato, per L’opera da tre soldi, e è un serial killer senza ritegno, ruba, uccide e stupra, mentre Jack Lo Squartatore è uno psicopatico più metodico, ammazza solo le prostitute, sgozzandole.
E, da poetessa, decidere di contrapporre l’amore e l’amicizia usando due serial killer è una mossa tanto spregiudicata quanto geniale.
Non rimane in superficie dove tutto è sacro, ma si addentra nella melma e tira fuori gli istinti più atroci.
L’amicizia è lo psicotico, l’amore è l’ossessivo.
16 versi e c’è la profondità di un seminario di Lacan.
Le grandi poesie hanno un potere di sintesi quasi magico.
Quindi capire l’amicizia non è mai stato l’obiettivo, anche perché di capire ormai ne abbiamo abbastanza, lo scopo è non sentirci in colpa se qualche volta vogliamo “rullare di kartoni” i nostri amici, è naturale.
Anna Maria Carpi ce lo dice chiaramente: non sono altro che “libertini variabili”, alla fine però gli andiamo a trovare.
Non posso che essere d’accordo: il grado d’incazzatura che riescono a produrmi è imparagonabile e il grado di stupore che mi provocano per i loro comportamenti è semplicemente non-calcolabile.
Ma, citando il profeta di Brooklyn, James Murphy in una canzone che mi fa piangere quasi sempre:
Non vorrei vivere un solo giorno della mia vita senza avere amici a cui augurare la cirrosi.
P.S.: La ballata di Mackie Messer di Brecht e Weill è diventata un brano leggendario, tradotta in inglese da Marc Blitzstein in Mack The Knife.


Amicizia uguale mistero. La associo a immagini di cose fragili tipo un castello di carte o del cibo che dura poco. Ha parvenza di sentimento forte ma poi basta il passaggio di una macchina rumorosa o un temporale d'estate per farla capitolare e scappare sotto i tappeti. Da buon Pedrazzi credo di dare idea di animale da bosco tipo istrice che tiene a vista l'affetto mantenendo distanza di sicurezza. Pero' facendo un torto a Jack lo squartatore, penso si possa alimentarne la benefica fiammella senza inutili spargimenti di sangue